Crotone, trasparenza zero

Quello che vedete è un organigramma delle società partecipate dal Comune di Crotone. E’ un file vecchio e non aggiornato, ma attualmente è l’ultimo disponibile online. Risale al 2014, e da allora di cose ne sono cambiate parecchie. Ma non il file, che è rimasto lo stesso nonostante diverse partecipate siano sparite.

Succede lo stesso anche sul sito del Comune, dove l’elenco degli amministratori incaricati non viene aggiornato da almeno un anno, quando invece doveva essere aggiornato il 30 giugno scorso. La prossima scadenza sarà il 30 dicembre, e ci auguriamo che almeno entro gennaio il file sia disponibile.

Non parliamo poi dei bilanci: questi vengono pubblicati sommariamente, e nessuna società partecipata fornisce i documenti (completi o sintetizzati) sul proprio sito web. Mancano i dati di tutto il 2015, che dovrebbero già essere online e disponibili, e che forse potremo consultare solo con il nuovo anno.

Questa amministrazione, che ha puntato molto sul differenziarsi dal “decennio di immobilismo valloniano”, per ora non ha fatto molto. Specialmente per quanto riguarda la trasparenza verso il cittadino, nonostante parole come “trasparenza” e “inclusione” fossero presenti su ogni volantino della Prossima Crotone.

Forse è ancora presto per giudicare, ma 6 mesi corrispondono al 10% del mandato. Di lavoro da fare ce n’è tanto, e non lo si mette in dubbio. Tuttavia si potrebbe partire proprio dalla trasparenza, un impegno che non costa niente e da un grande ritorno d’immagine. Dal pubblicare, costantemente e per tempo, tutte le documentazioni che un ente pubblico deve mettere a disposizione non di colleghi, di amici e di giornalisti, ma del cittadino.

Non pubblicare questi dati può generare le fantasie più disparate. E sopratutto, può alimentare molti dubbi e domande. Specialmente alla vigilia di operazioni controverse, come alcune di quelle che si discuteranno nel prossimo consiglio comunale. Costa poi così tanto mettere le cose in chiaro?

Sarebbe una prima dimostrazione di impegno: anziché limitarsi ai “buoni propositi” per l’anno nuovo, si mette in ballo qualcosa di concreto, tangibile. Qualcosa di reale, e non le solite belle parole. Un documento stampato, ufficiale, e non un post su facebook.

di Francesco Placco
Il Pitagorico

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