Il Comune acquista partecipate inutili

E’ stato convocato il consiglio comunale di questo mese. Si terrà il 20 dicembre. Anche questa volta un’amara constatazione: dei 33 punti all’ordine del giorno, ben 28 riguardano l’approvazione di debiti fuori bilancio. Se col precedente consiglio si era già oltrepassato il milione di debiti, non diventa così remota l’opzione di superare anche i due milioni.

Qualcosa di positivo, però, c’è. Dopo ben 6 anni, finalmente, troviamo una ricognizione sul Piano Strutturale Comunale e il Piano Comunale di Protezione Civile di cui non ci eravamo ancora dotati (siamo ultimi anche in questo: solo 14 paesi della provincia di Crotone si sono dotati del piano per le emergenze). Debiti a parte, ci sono almeno altri due motivi per storcere il naso.

Il primo riguarda l’aumento del capitale sociale per Marina di Crotone S.p.A., una società partecipata, anche questa nata ben 6 anni fa, che non è mai formalmente entrata in attività, e nonostante ciò produce debiti già dal 2011 e non ha mai concluso un anno con il segno positivo. Attualmente il Comune di Crotone detiene il 47,5% di questa società.

Il secondo è una vera e propria chicca e consiste nell’inaspettata acquisizione dell’intero capitale sociale di Crotone Sviluppo S.C.p.A., che diverrà una in house providing. La storia di questa società è  diversa: nata nel 1993 con dei precisi obiettivi, è stata ritrasformata in un’attività che offre servizi in campo della comunicazione e della formazione. Negli ultimi anni non ha attraversato un bel periodo: dopo un bilancio negativo nel 2013 è arrivata la mancata approvazione del bilancio del 2014, che in genere, se non si tratta di negligenze amministrative, lascia pensare ad un prossimo scioglimento della società stessa. Attualmente il Comune di Crotone detiene il 3,97% di questa società.

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: perché il Comune di Crotone dovrebbe interamente acquisire una società di cui detiene poco meno del 4%? Perché trasformare una società già pubblica in una società in house providing? Ma sopratutto: perchè acquisire una società che offre servizi di “comunicazione e formazione”?

Forse la nuova amministrazione pensa di spendere troppo in questi due ambiti, e conta di risparmiare internalizzando il servizio? E’ veramente dura da credere, ma è l’unica opzione percorribile: anche perché il Testo Unico degli Enti Locali prevede, prima di acquisire una società del genere, di stipulare un contratto di servizio ed una quantificazione dei costi, che permette di valutare la reale situazione del mercato e quindi la reale possibilità di risparmio derivante dall’acquisizione del servizio. I documenti ci saranno, ma il dubbio resta.

Non sia mai che questa mossa sia fatta nell’intenzione di salvare capra e cavoli: ovvero mantenere una società inutile già indebitata, ma interamente con soldi pubblici. Non è un’eventualità così assurda: sono diverse le sentenze della Corte dei Conti che condannano proprio questo modus operandi scorretto. La malagestione di una società in house o una condotta antieconomica configurano l’ipotesi di danno erariale. Molto spesso, infatti, succede proprio che queste società vengano acquisite solo per garantirgli una sopravvivenza.

L’elenco delle partecipate crotonesi (nonostante le recenti chiusure) è piuttosto nutrito, e consultando i loro bilanci è un tripudio di conti in rosso: nel 2013 hanno prodotto poco meno di 4 milioni di debiti. E’ anche vero che in diversi casi i rappresentanti non hanno alcun compenso economico personale, ma nel complesso il segno meno rimane. E pesa parecchio.

Insomma, potrebbe trattarsi di un regalino natalizio per tutti i cittadini di Crotone. Al momento, più che un effettiva miglioria, ci appare come un inutile accollamento. Non sembrano esserci molti dubbi, guardando alla storia di questa società tanto vecchia quanto sconosciuta ai più.

A pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca. Diceva qualcuno.

di Francesco Placco
Il Pitagorico

Un pensiero su “Il Comune acquista partecipate inutili

  1. Cari Antonio e Francesco, sarà stata per voi una sorpresa sapere che il bilancio di Crotone Sviluppo del 2014 è stato registrato in CCIAA nei tempi previsti per legge (come tutti gli altri d’altronde!) e che i dati di bilancio evidenziano ad oggi una società sana, pertanto lo scioglimento dell’Ente da voi paventata, per fortuna è al momento irrealizzabile.
    Forse non sapere che società si è sempre autosostenuta con le entrate derivanti dalla programmazione e gestione di progetti comunitari, complessi ecc, tutte attività previste da Statuto.
    Sinceramente vi invito a visionare almeno la pagina “società” del nostro sito (visto che avete inserito anche il link (!!!!)), lì potete scoprire che i servizi che offriamo non contemplano l’attività di “comunicazione” più volte da voi richiamata.
    House providing? Non sto qui a spiegarvelo, per il semplice fatto che dovrei prima illustrarvi la differenza tra una società misto pubblico/privata, qual è la nostra, e una società “pubblica” come invece è stata definita da voi nell’articolo. Vi basti sapere che è una scelta obbligata per legge!
    Sull’”utilità” non entro nel merito perché sarei di parte, sicuramente è un’opportunità in quanto è indiscutibile che disponiamo di un know-how specifico nonché di risorse umane e professionali di alto livello che hanno maturato un’esperienza ventennale in materia di programmazione e gestione delle risorse comunitarie, nazionali e regionali.
    Mi fermo qui anche perché mi rendo conto che è quasi impossibile trovare partecipate, con 20 anni di esperienza con queste caratteristiche, è difficile da credere, in effetti siamo una vera e propria “CHICCA” in questo territorio ☺.
    A questo punto, visto che le insinuazioni riportate nell’articolo si basano su artifici comunicativi e dati inesistenti se non errati, e avendo voi ammesso che a pensare male si fa peccato, non avendone azzeccata neppure una, vi consiglio di recitare una bella preghiera in un confessionale a vostra scelta.
    Con affetto Titti

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