I dolori della ‘cciovane’ Enza

La Bruno Bossio insulta su Facebook due facinorosi 80enni col bastone colpevoli di averla criticata per la sua propaganda sulla sanità, a pochi giorni dal Referendum, durante un incontro tenutosi a Praia a Mare. «Isolateli», ha scritto su un post.img_1769Che la non accettazione della critica sia diventato un must per il Pd renziano lo si era già capito da tempo. Matteo Renzi, del resto, aveva già battezzato tale orribile moda al tempo dello “Sblocca Italia”, quando dichiarava la frase “non ci faremo intimidire da quei 3 – 4 comitatini”, riferendosi a quella parte di società italiana (non proprio piccola) sempre battagliera e pronta a fronteggiare gli stupratori ambientali del bel Paese.

Ecco, la linea difensiva del Partito Democratico da quel giorno è stata questa: demolire e demonizzare chi non è allineato.

E’ successo pure in Calabria. Ieri, a Praia a Mare. La platea era quella, ragionando in termini provinciali, delle grandi occasioni. Si parla di come il governo stia migliorando la sanità e a Praia a Mare c’è da sempre il nodo legato all’ospedale cittadino. Ospiti, manco a dirlo, sono la deputata cosentina Enza Bruno Bossio e il segretario regionale del partito Ernesto Magorno. Un’occasione doppia, visto che – guarda caso – siamo a pochi giorni dal referendum costituzionale e dove – guarda caso – i due politici presenti sono sponsor del “Si”. Parlare di sanità e di nuovi progetti immediatamente realizzabili in un territorio sventrato dall’inefficienza e della carenza è sicuramente importante e remunerativo in termini di voti.

Però, questa storia con il solito copione dal finale già scritto, viene improvvisamente interrotto dal grido di qualche scapestrato non troppo contento dalle parole ad orologeria di Enza Bruno Bossio. C’è un mezzo litigio pubblico con un anziano signore con la stampelle che – in sintesi – rinfaccia alla deputata di venire a raccontare favole a pochi giorni dal voto e con la deputata che di rimando invita “gentilmente” il pericoloso anziano con le stampelle a sedersi e ascoltare.

Un altro signore dalle retrovie muove anch’egli un paio di critiche. Il pubblico ascolta in silenzio e non interviene. Da dietro partono cori e fischi contro la Bruno Bossio. Il cosiddetto tavolo della presidenza non batte ciglio. E’ una scena bellissima per i tanti calabresi che vorrebbero mandare a quel paese i politici chiacchieroni, ma che – per paura o abitudine – non gridano mai abbastanza contro il potente di turno. Insomma, fin qui tutto nella normalità di un momento concitato, un po’ sopra le righe, ma comunque estemporaneo e con un finale da presa in giro sui social.

In un paese normale certe questioni si esautorerebbero nel giro di una giornata. In un paese normale, ma non in Calabria. Non quando ad essere richiamata e criticata in pubblico è Enza Bruno Bossio che – senza entrare nel merito personale della personaggio – è senza dubbio una donna “pasionaria”, dalla gestione scientifica dei consensi e da un’indubbia capacità di cambiare pelle (e padrone) ogni volta tira un vento nuovo.

E cosa fa, appunto, questa Bruno Bossio stamattina sul suo profilo Facebook? Insulta i due anziani definendoli «personaggetti» e invitando le persone buone e coscienziose (ovvero quelli che votano come lei) a «prendere le distanze» dai due facinorosi ottantenni, che sicuramente saranno stati pure un “gruppetto rumoroso minoritario” e magari voteranno pure “No” al referendum, ma che – al di la dei facili moralismi sul rispetto delle età – in 80 anni ne avranno visti di politici raccontare favole e avanzare sempre belle promesse ai cittadini. No? Proprio come lei, che ieri è andata a Praia a Mare c’è andata per dire quanto gli impegni presi da lei e dal partito stanno finalmente trovando la soluzione definitiva, sgridando su Facebook due ottantenni col bastone rei di «strumentalizzare la giusta rivendicazione del popolo dell’altro Tirreno per la riapertura dell’ospedale di Praia a Mare». Cioè, questi poveri 80enni saranno legittimati a bestemmiare ogni tanto o devono ancora credere al ciuccio – pardon – alla ciuccia che vola?

di Angelo De Luca
Il Pitagorico

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