Flora, quella del Pd sei tu e il condannato è tuo padre

Flora, dai: cambiate disco. Chi non vi conosce potrebbe addirittura crederci. Ma lo sappiamo tutti, invece, che a sostenere il Pd a Crotone e a livello nazionale siete tu e tuo padre: più volte condannato ma nonostante questo sempre col pallino del potere in mano. Nell’ultima nota stampa diramata dalla tua coalizione di fantocci avete dimostrato di non avere coraggio e di non avere a cuore il bene della città. I consiglieri di opposizione del Movimento 5 Stelle vi hanno chiesto di prendere una posizione in merito alle concessioni rilasciate dal Ministero dell’Ambiente alla GlobalMed, ma avete taciuto perché colpevoli di connivenza col Pd nazionale. Non potete nascondervi da ciò che siete: fantini pronti a correre sul cavallo vincente per poi tornare indietro, senza vergogna, in caso di sconfitta. La storia politica di tuo padre è sempre lì a dirci di che pasta siete fatti. A Catanzaro sei parte della maggioranza targata Pd; hai detto di votare “Sì” al Referendum Costituzionale, invitando al tavolo nientepopodimeno che Ernesto Carbone, parlamentare dem favorevole alla chiusura dell’aeroporto che considerate tanto sacro; il tuo sindaco ha confermato Rocco Gaetani (Pd) a capo di Akrea e nonostante ciò avete la faccia tosta di accusare gli altri delle cose che fate voi (ormai non più in segreto): inciuciare col partito che ha distrutto questa città. Suvvia, un po’ di pudore. Avete già finito le cartucce?

E poi, cara Flora, con che faccia parlate dei guai giudiziari degli altri quando il vostro intero progetto politico è tenuto in piedi da un uomo come tuo padre? Sottolineare più volte le disavventure di Gianluca Bruno – di cui non ho alcuna stima – risulta abbastanza ridicolo nel momento in cui il casellario giudiziario di Enzo straborda. A proposito, te lo richiedo: ai tempi d’oro della Provincia di Crotone pagava le spese tipografiche coi soldi nostri. E’ stato per questo condannato a un risarcimento di 11.000 euro. Ha fatto il suo dovere o ancora la Provincia aspetta i soldi che tuo padre ha rubato? Prima i conti in famiglia, e poi magari anche la morale agli altri. Ma ancor prima della morale dovreste rispondere a quanti vi chiedono lumi sulla questione delle concessioni: ad oggi non si conosce il parere di quello che le carte dicono essere il sindaco di Crotone. In campagna elettorale parlava solo di mare, oggi che è chiamato dalla cittadinanza a dire la sua scappa come un adolescente impaurito e impreparato all’interrogazione.

La verità è che siete una coalizione che non esiste. Non c’è un pensiero comune ma solo un pensiero unico: quello di Enzo Sculco. Il vostro è un progetto personale e non certo per la città: ambite a piazze più alte e Crotone altro non è che un feudo da giocarsi nel modo migliore (per voi). Pugliese ha avuto la legittimazione popolare ma non ha un pizzico di autonomia: altrimenti perché tacere? Potrebbe anche dirsi d’accordo con le scelte arrivate da Roma, magari venendo meno al programma elettorale. Tutto, a questo punto, sarebbe più dignitoso del triste silenzio di cui è vittima il povero Ugo.

Ah, come è misera la vita nei centri di potere.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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