Ugo, ma almeno le mutande le hai cambiate? 

L’artigiano della qualità non muore mai: Rocco Gaetani è stato confermato a capo di Akrea, la società in house del Comune di Crotone che si occupa dei rifiuti (sì, quelli ammassati ai bordi di tutti i quartieri). Ugo Pugliese, detto «il marinaio» (e non solo per il suo «amore per il mare»), collezionista finora di spot propagandistici senza rilevanza, conferma l’intesa sull’asse via Roma – via Panella: Enzo Sculco e quella sostanza organica chiamata Pd fanno lingua in bocca a discapito dell’ingenua e masochista Barbieri e del popoluccio che ha creduto e crede che uno come Pugliese, con dietro il grande capo (che «prende a calci in culo» i sindaci), possa davvero essere autonomo. È partito con la candidatura debole e triste della professoressa rivoluzionaria ed è continuato, lo slinguazzamento, con il dirottamento dei voti Gaetani – Galea (rispettivamente zio e nipote) sulla formazione di Enzo e Flora.

Subito dopo la disfatta democratica, a distanza di poco più di 48 ore dal ballottaggio del 19 giugno che ha visto i voti del Pd calare vertiginosamente rispetto al primo turno, quello scienziato politico di Mario Galea, eletto (addirittura) capo gruppo dem in consiglio comunale, non ha perso tempo per attaccare Rosanna Barbieri e porre una domanda arguta come il suo sguardo da pesce lesso: «Perché la Barbieri ha accettato la candidatura?». Ma come: non era stata una scelta unanime del partito? Per lo meno è quello che i democratici hanno ribadito a più riprese in campagna elettorale. È chiaro che Galea ha fatto (e continua a fare) lo stolto per non andare in guerra: quelle sue parole sono servite a focalizzare l’attenzione sulla candidatura della Barbieri (sì debole ma che ha voluto – evidentemente con premeditazione – il Pd) anziché sulla perdita dei voti riscontrata al ballottaggio. Questo perché quei voti persi appartengono proprio alla premiata ditta Galea – Gaetani, due traghettatori del nulla più assoluto ma che in questa città riescono ad avere voce in capitolo (del resto in consiglio comunale siedono certi elementi dalle dubbie capacità). È proprio con quei voti che Rocco l’artigiano si è guadagnato la conferma, altrimenti sarebbe stato fatto fuori all’istante in quanto la sua nomina è politica (lo scelse Vallone bis a mandato in corso). E se l’ex Onorevole non è stato silurato, data la politicizzazione della nomina in questione, la spiegazione è presto data: nonostante nel Cda Akrea Gaetani sia in quota Pd, il suo posto di comando l’ha riconfermato grazie al tradimento politico perpetrato, tramite la pedina del nipote (il suo cavallo di Troia oggi; la sua ipoteca in caso le elezioni le avesse vinte il Pd), ai danni della Barbieri (tradita da un’ampia frangia del Pd). Un disegno politico ben architettato che ha visto centralissima, come sempre, la figura di Enzo Sculco.

Enzo Sculco e Gaetani si incontrano per strada a metà luglio

Ma come sono arrivati alla conferma di Gaetani a Presidente di Akrea? Come già scritto su Il Pitagorico di qualche mese fa, è partito tutto alcuni giorni dopo la vittoria del ballottaggio, quando lo stunt-man Pugliese non era ancora stato proclamato ufficialmente sindaco, dunque quando era ancora un semplice cittadino. In quei giorni frenetici, con un tribunale pieno di schede elettorali da esaminare, Ugo e Rocco decisero di darsi una mano a vicenda (captatio benevolentiae) e indire la famosa conferenza stampa che spianò la via a Pugliese come scopritore dell’acqua calda (ma con lo scaldino sempre spento): in fretta e furia annunciarono la pulizia straordinaria delle strade (senza consultare bilanci, fondi, disponibilità mezzi) e delle spiagge, in barba a ogni regola e legge, visto che Ugo in quel momento rappresentava al massimo lo Yachting Club ed Enzo Sculco. Ma niente e nessuno li fermò: le strade continuarono (e continuano) a essere putride ma i giornali in quei giorni gli regalarono i titoloni che a loro servivano. Tutto regolare.

Oggi però le cose vanno lette in maniera diversa. Se prima, come in molti hanno sostenuto (i soliti analfabeti e zerbini senza cervello), le critiche potevano sembrare (e non lo erano) «prevenute», oggi i fatti confermano quanto detto prima e dopo: e cioè che il sindaco (o chi per lui) ha fatto accordi politici con Gaetani (e quindi con una parte del Pd) e che, a distanza di due mesi circa, l’amministrazione guidata dal marinaio non ha fatto niente di quanto sui giornali è stato annunciato. L’unico vero atto, non annunciato ma lasciato intendere a chi voleva intendere (e su Il Pitagorico si era inteso), è stata la riconferma di Rocco e il suo didietro, per natura impossibilitato a non sedere su poltrone di rilievo (sempre nei recinti provinciali, sia chiaro).

Insomma, se le strade interessate da ordinanze continuano ad essere occupate da ambulanti; la spazzatura continua a essere ammassata; i controlli non effettuati; i quartieri a non essere puliti e le poltrone riconfermate, la domanda sorge spontanea: Ugo, ma almeno le mutande le hai cambiate? Così, giusto per testare la tua attitudine al cambiamento, tanto sbandierato in campagna elettorale ma per nulla attuato finora.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

Un pensiero su “Ugo, ma almeno le mutande le hai cambiate? 

  1. Una domanda vorrei fare al nostro sindaco: ha letto i 100 e passa curriculum arrivati per la l’avviso di Akrea?

    Rocco Gaetani ha i requisiti del punto C del bando? Non mi sembra abbia una laurea in economia o ingegneria come nella totalità degli altri curriculum pervenuti.

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