Le Supercazzole di Vallone e del team Sculco

Per chiudere in bellezza questa squallida e noiosa campagna elettorale mancava solo la supercazzola finale a 5 giorni dal voto. Anzi, le supercazzole. Vallone si definisce «un buon sindaco» e minaccia la città annunciando la sua permanenza in politica, mentre gli sculchiani arrivano a parlare di Pugliese come del «comandante» di questa avventura. Il primo è un caso perso, un bugiardo cronico che vive su un altro pianeta, a cui rispondere, francamente, risulterebbe banale quanto inutile. Tanto per intenderci: parliamo di un uomo che in dieci anni ha agito per inerzia. Non ha conseguito un risultato. Non ha fatto il sindaco né tra la gente né in comune. Ha disatteso ogni punto del suo programma. Prima dando la colpa alle smanie dell’allora non interdetto perpetuamente dai pubblici uffici Enzo Sculco; poi, una volta ‘libero’, ha fatto peggio. Sostanzialmente dando la colpa alle difficoltà che caratterizzano oggi i comuni italiani. Peccato abbia dimenticato di citare la pessima squadra a cui, negli anni, ha affidato le sorti della città e i metodi di selezione. Il “Metodo Devona” infatti Vallone come lo spiega? Quali competenze aveva per subentrare a Candigliota ai Lavori Pubblici? Nessuna, ovviamente.

Non può di certo rispondere a queste domande Peppino il lavativo. Altrimenti dovrebbe dirci con quali competenze e criteri venne nominato all’Ambiente uno come Michele Marseglia, non titolare nemmeno di un diploma da elettrotecnico. Ma appaiono come quisquilie queste, difronte a una gestione totalmente fallimentare che ha visto un solo grandissimo responsabile: il Partito Democratico.

Lo stesso partito che a Cosenza oggi candidata nientepopodimeno che Carlo Guccione: un ciucco di voti fuori dal comune. Finito nell’inchiesta dei rimborsi pazzi alla Regione Calabria, ha preso il posto del renziano Lucio Presta (marito della Perego e noto come «l’agente dei vip») nonostante i dadi fossero già tratti. Chissà, forse un intervento divino di Enza Bruno Bossio, moglie di Nicola Adamo a cui Guccione fece da autista? In quel partito tutto è possibile. La Bruno Bossio è in parlamento, figuriamoci.

Un partito senza alcuna dignità che candida a Crotone una Barbieri qualunque e spaccia tale candidatura come qualcosa di rivoluzionario solo perché rosa. Pensate il livello. In poche parole lo stesso partito che non possiede una email e un sito internet vorrebbe rivoluzionare una città che per altro ha malamministrato per dieci lunghi anni. Non si capisce con che faccia riescano a proporre tutto ciò. Va poi detto che nel 2016 – non essere online – è qualcosa di osceno. Più dell’accoppiata Devona – Crugliano Pantisano. Quest’ultimo vittima perenne delle sue ambizioni che poverino non poggiano su solide basi: voleva diventare il pezzo da 90 dei democratici pitagorici ma è finito a raccogliere voti. Bravo Arturo, come militanza non c’è male. Hai tanta strada davanti a te. A patto che non coincida con quella di Ciccio Sulla. Di solito non la prende molto bene.

A ogni modo, la campagna elettorale è ormai alle battute finali. Il testa a testa dovrebbe essere quello tra la prof. inconsapevole Rosanna Barbieri, e Pugliese l’incensurato. Sottolineiamolo, altrimenti qualcuno potrebbe arrabbiarsi nonostante le due parole (“Pugliese” e “Incensurato”) vengano sempre affiancate. La querela come intimidazione è ormai un must da queste parti. Così come non comprendere un testo scritto. Io qualche corso privato, fossi in voi, lo farei.

Intanto ieri Pugliese ha voluto riunire tutta la coalizione de “La Prossima Crotone” per poter fare il punto a meno di una settimana dal voto. Ed è proprio qui che gli sculchiani hanno sfoderato la supercazzola del mese. In una nota si legge: «[…] ed è stato riconosciuto da tutta la squadra che il “comandante” non si è risparmiato in nulla». Ce ne mettono di impegno ‘sti sculchiani. Con Enzo in prima fila hanno avuto il coraggio di definire «comandante» l’ingenuo Ughetto. 

Comandante – si legge nel vocabolario – è la persona cui è demandata la condotta e la responsabilità di un’impresa unitamente ai poteri e all’autorità corrispondenti. Bene, a parte la responsabilità (e il rischio) di averci messo la faccia, Pugliese quale autorità esercita in una coalizione che risponde unicamente al regista straordinario che ahilui – viste le condanne e l’interdizione permanente – non può ricoprire nemmeno la carica di amministratore del suo condominio? Neanche una. Però non importa a nessuno.

A sinistra Enzo Sculco, presente come sempre
A sinistra Enzo Sculco, presente all’incontro di ieri

Perché Vallone e Sculco litigarono tra il 2006 e il 2008? Semplice: Sculco portò molti voti (allora il csx di Vallone vinse col 60% sul cdx di Foti), curò la campagna elettorale (“Buongiorno Crotone”) e dunque esigeva lo scettro. Vallone, forse con l’unico briciolo di dignità, glielo negò e finirono per dividersi. Cinque anni dopo, nel 2011, la scissione portò Sculco a puntare su un altro “Gratta&Vinc…Enzo” di medio – peso come Giusy Regalino (oggi con Forza Italia), e Vallone al ballottaggio che poi si aggiudicò contro la banderuola senza spina dorsale, Dorina. Ergo, la custodia cambia ma il disco rimane sempre lo stesso. Un eterno loop a cui ormai la città si è più che abituata. Si è sottomessa, rassegnata. Ma niente è perduto: il 2 giugno Argentieri Piuma porterà Umberto Tozzi a Crotone cosicché nel giorno dell’Unità d’Italia (sic!) qualcuno proverà a cercare (vanamente) un po’ di Gloria.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

2 pensieri su “Le Supercazzole di Vallone e del team Sculco

  1. Vallone vinse al ballottaggio, perché arrivò Berlusconi a Crotone e gli portò via molti voti con uno Scopelliti che andava alla grande, oggi Barbieri può vincere al primo turno e secondo me Vallone si candiderà alla camera alle prossime elezioni politiche.

    Mi piace

    1. Vero, non tieni conto però che oggi il Pd ne esce con le ossa rotte rispetto al 2011 e che l’assenza di Sculco fu innegabilmente determinante. Ciò nonostante il radicamento del Partito Democratico sul territorio è tanto forte da dare alla Barbieri la quasi certezza del ballottaggio. Lo sfidante è altrettanto quasi certo: Ugo Pugliese, alias Enzo Sculco. Poi tutto può cambiare all’ultimo, è chiaro.

      Quella su Vallone credo sia un’eventualità probabile, oggi l’ha fatto capire che non ha intenzione di mollare nulla. Vorrà dire che il Pd lo premierà per i suoi 10 anni straordinari come primo cittadino con uno scranno a Montecitorio. Difatti lo ha già premiato con la Presidenza della Provincia e ci mancò poco e sarebbe diventato anche assessore di Mario Oliverio.

      Mi piace

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...