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Una giornata al Teatro degli Orrori

10 MAGGIO 2016

Arrivo in netto anticipo nei pressi del Cinema Teatro Apollo. Fuori, a quasi un’ora dall’inizio della kermesse previsto per le 19:00, la gente è tanta e molta di essa, a sentire dall’accento, proviene dalla provincia. Il grande capo è lì, con la sua sigaretta, circondato dai suoi storici elettori che lo abbracciano e lo baciano. I baci e gli abbracci saranno il leitmotiv dell’evento. Più in giù, sempre all’esterno del Teatro, vicino alle porte di emergenza, ci sono Flora Sculco di rosso vestita, Gianfranco Turino simile ad un pesce fuor d’acqua e molti via vai. Giornalisti che scherzano affettuosamente col «caro Enzo» e quasi baciano la mano di Donna Flora, elegante e grintosa come al solito. La classica “Stampa Baci&Abbracci” che di questo mestiere ne ha fatto una sorta di status sociale da mettere in vetrina e non sporcare: mai domande, mai approfondimenti, solo chiacchiere da bar e vicendevoli pacche sulle spalle. Alcuni di loro potevano essere tranquillamente confusi con le hostess addette alla distribuzione del programma elettorale, tanto l’affetto e l’entusiasmo.

Insieme ai comuni cittadini, a fare numero (e non solo numero), esponenti dei sindacati come i Tomaino, il presidente di Agorà Kroton Pino De Lucia (presente anche ieri dalla Barbieri) e molte parti sociali legate al professionismo e all’impresa. Diciamo pure la fantomatica Crotone bene. All’interno tanti giovani ignari con gli occhi persi, lì forse perché convinti dalle famiglie. Alcuni di loro avranno scambiato l’invito alla presentazione del programma elettorale, per quello alla settimana della moda milanese, visti i loro look da grande evento.

I posti in sala sono tutti occupati, le persone (me compreso seppure in anticipo) in piedi a cinque centimetri una dall’altra. Le luci dei fari iniziano a farsi più movimentate quando all’improvviso l’atmosfera cambia e con una voce enfatica, simile a quelle di quei thriller psicologici americani, viene annunciata/sottolineata la candidatura di Ugo Pugliese: d’un tratto, con tanto di ghiaccio secco in pieno stile giostre mariane, parte un video lunghissimo e ripetitivo, a tratti assurdo, incentrato sulla figura di Ugo Pugliese e sulla volontà di rendere Crotone una città europea. Tra la solita Volare di Modugno e un improbabile Babbo Natale proiettato, viene lanciata a tutto volume la canzoncina dell’Eurovisione. Il tutto dura circa un quarto d’ora e i presenti a me vicino iniziano a sbruffare. Forse speravano nel buffet.

Enzo Sculco in platea
Enzo Sculco in platea

Tra la presentazione in pompa magna della coalizione (curata da Saverio Danese) e l’ingresso trionfalistico dello stuntman Ugo in stile Rocky Balboa, l’apertura delle danze di Francesco Oliverio, candidato ne “La Prossima Crotone”. Dottore, in evidente difficoltà a parlare davanti a un nutrito gruppo di persone (nonostante fossero comparse), punta tutto sui motivi che l’hanno spinto a scendere in campo: l’entusiasmo, la voglia di cambiare e l’evergreen sull’immolazione «per i nostri giovani». Lascia la platea con una citazione che, considerata la sua scelta politica, probabilmente confonde con quella celeberrima tratta da “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa (cambiare tutto affinché nulla cambi): per cambiare il mondo bisogna prima di tutto cambiare noi stessi, dice mangiandosi qualche parola dall’emozione.

Dopo il dottore, è l’esponente di Confindustria, Sabrina Gentile, a raccontare la folgorazione avuta nei pressi di Via Roma che l’ha portata ad avvertire «la necessità di dare una mano». Il suo sogno è fare vivere «tutti bene nella Prossima Crotone». Più che un sogno «l’ultimo slogan», come sottolinea lei stessa. Poche parole in un intervento simile a una poesia natalizia, per via dei toni blandi e dell’impostazione cantilenosa.

Il disco cambia non appena fa il suo ingresso sul palco la regina della serata, il perno intorno al quale gira tutta questa grande esplosione di nomi, slogan, colori: un plauso scrosciante accoglie Flora che attacca subito il Partito Democratico (omettendo di averci governato e di governarci a Catanzaro) e definisce “La Prossima Crotone” un’«occasione decisiva da non sprecare». Poi avvisa tutti i crotonesi: «siete chiamati a scegliere un nuovo futuro». Testa dura Flora, non riesce ad accettare che le parole «Sculco» e «Futuro» viaggiano su due rette parallele: non si potranno mai conciliare. Ha poi elencato tutte le mancanze del territorio ed espresso il suo malessere accumulato in questi anni da ultimi in tutte le classifiche. Peccato che il padre abbia avuto in mano il Comune nella prima era Vallone, la Provincia in qualità di Vice Presidente, sia stato in Regione Calabria per due legislature (non piene per via della magistratura) e risulta essere una delle figure politiche più influenti della Calabria nonostante non possa essere in campo direttamente. Alla luce di tutto questo la domanda sorge spontanea: cosa stanno cercando di dire alla città, che Ugo Pugliese è il nuovo Rudy Giuliani e che quindi questa volta si fa sul serio?

"Gratta&Vinc...Enzo"
“Gratta&Vinc…Enzo”

No, perché Ugo Pugliese, più che l’ex sindaco di New York, ricorda – ai più attenti – l’ex assessore all’ambiente Franco Pugliano, già indagato nel 2011 e nel 2015 e portato in Regione proprio da Sculco. Franco e Ugo in comune hanno l’assoluta incapacità ad essere autonomi. Vuoi anche per mancanza di opportunità. Nel 2010, durante un incontro elettorale per le Regionali tenutosi al Convivio di Hera, Pugliano, nell’esporre il programma, non smise di citare e ringraziane Enzo. Sintomo inequivocabile di un’autonomia assente. Così anche Ugo, che per metà del suo discorso ringrazia Flora inserendo dappertutto l’intercalare «…e poi c’è Flora» e tenendo lo sguardo quasi sempre verso di lei e non verso il pubblico in sala, si dimostra il Gratta&Vinc…Enzo di quest’annata alla stregua di Giusy Regalino nel 2011. E ancora – si badi bene – non ha alcuna poltrona sui cui potersi sentire comodo.

Accolto da un coro da stadio («Ugo!, Ugo!, Ugo!») ribadisce il solito motivetto con alla base l’impegno di Flora in Regione e la necessità di risollevare questa città tutti insieme. Inutile dire che l’intervento che riscuote più successo è quello di Lady Incoerenza che, agguerrita come una iena, parla di democrazia (altro ossimoro Sculco – Democrazia) e assicura la propria vicinanza a tutti senza tener conto che molti farebbero chissà che cosa per averla lontana.

Forse per il clima di finzione, forse per la mia curiosità nel capire fino a che punto sarebbero potuti arrivare, mi rendo conto che all’inizio della seconda stagione di “Gomorra” mancano solo dieci minuti e quindi corro a casa lasciando, a malincuore, il Teatro degli Orrori curato dalla sapiente regia di Enzo e dall’astro nascente Flora, difatti perdendomi un paio di interventi a cui avrei voluto assistere però da seduto e con in mano i popcorn e una lattina.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico 

Un pensiero su “Una giornata al Teatro degli Orrori

  1. Complimenti per la metafora delle rette parallele, una quella di Sculco e l’ altra quella di futuro che non si potranno mai incontrare. Mi è piaciuta molto

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