Come è misera la vita nei centri di potere

Flora Sculco, il padre e il loro candidato a Sindaco giocano a nascondino con le loro mancanze e con la consistente possibilità di dover ritornare, a ballottaggio perso, a stringere le mani dei galantuomini di Via Panella. Probabilmente la forza che mostrano e ostentano, a conti fatti, non ce l’hanno. Hanno per questo dovuto candidare un Ugo Pugliese dal viso pulito e creare liste con i nomi più disparati per poter dirsi sicuri di insediarsi nel Palazzo di Piazza della Resistenza. Fanno leva – anzi, è solo la Sculco ad esporsi visto che il resto del parterre ha lo stesso appeal dei baffi di Vallone – sui dieci disastrosi anni del Partito Democratico e sul fatto che quasi nessun’altro è ancora pronto, a differenza loro che «da mesi e mesi» sono in campo e che quindi – per logiche da politichetta spicciola a cui si rifanno – risulterebbero inevitabilmente i più credibili. Addirittura gli unici in grado di poter ridare un nuovo slancio alla città e rinnovare la classe dirigente. In poche parole, secondo Miss. Incoerenza, il cranio lucido di Pugliese e i nomi dei gggiovani in lista cancellerebbero anni e anni di politica clientelare e ridarebbero una mano di bianco alla fedina penale del papà che, per sua stessa ammissione sui giornali, è al suo fianco in ogni battaglia.

Farebbe bene innanzitutto la Sculco a dirci se il pluricondannato Enzo abbia restituito gli undici mila euro alla Provincia di Crotone, così come recita una sentenza in definitiva che lo vede condannato per danno erariale. In caso contrario dovrebbe sollecitare il padre a firmare l’assegno dato il suo ruolo nelle Istituzioni. Poi, la titolare dell’ufficio di collocamento (abusivo) sito in Via Roma, dovrebbe spiegare al suo elettorato come fa a sostenere il Pd a Catanzaro e screditarlo qui a Crotone. Parliamoci chiaro: tra un Guccione e un Devona – a parte il consistente pacchetto voti del primo – che differenze ci sono? Entrambi stanno alla politica e al senso democratico come Enzo Sculco sta alla legalità. E’ chiaro che Flora non ha alcun interesse a rispondere e a condurre una sana vita politica, piuttosto una volta all’opportunismo politico. Del resto ha frequentato la scuola del papà. Nonostante questo ha il fegato per screditare gli altri e dirsi portatrice sana di rinnovamento quando in realtà, da quelle parti, l’aria che si respira è più vecchia e pesante di quella che si potrebbe respirare in una sede democristiana.

Un tale atteggiamento è presto spiegato: sono anni che si rapportano all’elettorato senza mai fornire spiegazioni credibili e sono anni, decenni, che la stampa racconta le solite storielle e pone le solite mortificanti domande. Addirittura gli Sculco e la stampa, a volte, si candidano insieme. Il loro feudo l’hanno addomesticato, abituato ad essere calpestato. Pertanto non si sentono in dovere di fornire chiarimenti in merito a comportamenti e a vicende giudiziarie. Peccato però non tengano conto di un pezzo di città a cui interessa sapere se e quando verranno restituiti i soldi e se, ad esempio, ad amministrare la città sarà un uomo come Pugliese che, seppur totalmente incensurato, dovrà poi rispondere alle logiche di un tale con più condanne che capelli.

E’ davvero misera la vita nei centri di potere cari avventurieri. Se non ci credete presto ve ne accorgerete. Sempre ammesso che qualcuno non stia cercando proprio questo, e cioè una sudditanza ben retribuita. 

Nella loro visione del mondo tutto ciò non è un problema perché se Ugo Pugliese è pulito, allora lo sono tutti. Una teoria semplice che vale solo per loro, chiaramente. Non importa la provenienza dei voti, le pratiche clientelari che vengono attuate per raggrupparli. A loro basta mettere in lista qualche ragazzetto dai discorsi banali e qualche professionista che vuole provare l’ebrezza di stare con i più forti. Il resto è triste inerzia. Se andrà male ognuno ritornerà a casa sua (vedi Giusy Regalino nel 2011). Ad ogni modo a casa Sculco lo Champagne si stappa comunque.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

Un pensiero su “Come è misera la vita nei centri di potere

  1. Complimenti per la libertà di pensiero, cosa ormai rara nella categoria di coloro che dovrebbero raccontare al popolo come stanno le cose. Mi piacerebbe leggere a proposito un articolo di quel tizio che scrive sul Crotonese, che fa l’ambientalista e che è al soldo degli inquinanti.

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