“TeleFlora” e la solita Crotone senza spina dorsale

Un grande centro scommesse e diversi cavalli tra cui scegliere. E’ l’immagine che riassume al meglio il contesto politico di Crotone. Ognuno punta sul cavallo che ritiene più papabile e insieme si preparano per conquistare il palazzo. Capita, anche, che sia il cavallo a scegliere il puntatore. La natura, qui, è un concetto relativo.

Chi abbia scelto chi non è importante saperlo, sta di fatto che Esperia Tv e il Gruppo Marrelli hanno puntato su Flora Sculco&Friends. Da Esperia Tv a TeleFlora il passo è breve: smielate quando è in studio e complimenti vivissimi ed elogi anche quando non c’è. Perché sì, qui siamo oltre al democristianesimo che caratterizza la rete e ha caratterizzato la battaglia (eterna) per il “Marrelli Hospital”; qui siamo al volemose bene, al siamo uniti per Crotone. E sul loro carro, data la loro voglia di cambiare, c’è spazio per tutti, uomini e donne, giovani e vecchi. E a proposito di giovani: che fai, non ti giochi la carta Davide Carrabetta? Non scherziamo: il carro è ampio e i primi posti devono occuparli coloro che hanno «séguito sul web» (siamo a questi livelli) e che si sono distinti per la loro devozione verso Santo Massimo. E poi i gggiovani sono sempre ottimi per dare un’immagine (contenuti zero) di freschezza: che fai, non agglomeri quella “Blu Gioventù” che puzza tanto di vecchio e retorica? Tutto fa brodo visto il livello ma niente, a conti fatti, fa sostanza e credibilità.

Una coalizione senza candidato a sindaco che parla di cambiamento e affida tutto al viso di Flora (che non si candiderà) e ai voti di Enzo (che vorrebbe candidarsi se solo potesse) non può essere considerata credibile. Chiamarla coalizione, poi, è errato: i voti li mette Enzo, il resto è manovalanza per tv, giornali e social. Programma de “La Prossima Crotone”? Parole colme di nulla, oltre allo stracitato masterplan di Renzi. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che ogni città ha le proprie esigenze e i propri interessi e che il masterplan, oltre ad essere di per sé fuffa – ma questo è relativo – non può essere il perno intorno al quale far ruotare l’intero dibattito per la conquista politica della città.

Potrebbe dirglielo la Tv ma a TeleFlora sono impegnati ad allestire la sagra del grottesco ogni giovedì con “MatchPol”, pseudo talk politico il cui presentatore non pone domande specifiche né si prepara sugli argomenti da trattare in puntata. Va a braccio. Risultato? I contendenti possono dire quello che vogliono senza che il moderatore sappia se si tratti di verità o meno, lasciando il pubblico in balia della parola di quattro provincialotti che si spacciano per classe dirigente. Al contrario ha in serbo elogi per la Sculco anche quando non è presente in studio. Come giovedì scorso quando, in un discorso surreale con l’«antifascista» Giancarlo Sitra, è stata tirata in ballo la figlia di Enzo e il buon Salvatore Audia non ha potuto esimersi da considerazioni tipo: «E’ una ragazza tosta la Sculco, eh?»; «Sa il fatto suo». Vien da chiedersi solo quando sarà cambiato il logo in sovrimpressione. Per una questione di correttezza nei confronti dei telespettatori, non per altro.

Alla fine della fiera, più che “La Prossima Crotone” è uscita fuori “la solita Crotone”, quella che cerca eroi a tutti i costi, quella che non è in grado di scindere, di ragionare con la propria testa, che non capisce che la battaglia per il “Marrelli Hospital” è una cosa e Massimo Marelli, la moglie, la sua tv e il suo gruppo ne sono un’altra. La solita Crotone che salta sul carro senza nemmeno guardare la strada; la solita Crotone che vuole aggregarsi saltando le spiegazioni; la solita Crotone retorica con la memoria da pesciolino rosso. La solita Crotone senza spina dorsale. Quella solita brutta Crotone che purtroppo non ha alcuna voglia di cambiare, migliorare o migliorarsi, preferendo la copertina insulsa ai principi, alla chiarezza e al bene – vero – per la città. Evidentemente costa troppa fatica a gente così.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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