L’abbandono di Ryanair e il peso pari a zero del Pd calabrese

Il Governo ha aumentato le tasse aeroportuali da 6 a 9 euro e la compagnia irlandese di voli low – cost ha annunciato che, a partire da ottobre, abbandonerà lo scalo di Crotone. Non appena appresa la notizia, le prime cose che si sono palesate agli occhi chi guarda con un minimo di attenzione, sono state, sostanzialmente, queste: la prima è che Matteo Renzi, nell’agenda del Governo, non ha riservato al meridione nemmeno una posizione di media classifica, vista l’assenza di altre infrastrutture e il ruolo vitale che comporta l’aeroporto per Crotone; la seconda riguarda la totale inconsistenza della classe dirigente calabrese e crotonese in quota PD: se questa, infatti, avesse avuto un peso minimo, il Governo l’avrebbe tenuto in considerazione e avrebbe capito di conseguenza che alzare le tasse ad una compagnia che vive sui prezzi bassi non avrebbe agevolato, ma al contrario messo seriamente a rischio, la permanenza della stessa nella città di Crotone. Quindi, quando Artutro Crugliano Pantisano o il giovane dem Aquila parlano, rispettivamente, di un «rapporto ottimale con Renzi» e di una «deputazione che si fa sentire a Roma», dicono solo balle.

Nonostante ciò, per Crotone c’è ancora una possibilità che trova speranza proprio nell’atteggiamento dell’ad di Ryanair Michael O’Leary. Questa, infatti, potrebbe essere non una decisione irremovibile ma una strategia di mercato con lo scopo di far ritornare il Governo sui propri passi e ripristinare i vecchi paramenti aeroportuali. Non è una sicurezza ma, appunto, una possibilità. Del resto, quello che ancora questo Governo, l’ennesimo, non riesce a capire è che, per agevolare gli imprenditori, le tasse non vanno aumentante ma drasticamente ridotte. Specie quando, questi, fanno impresa in realtà disagiate e prive ogni alternativa com’è per l’appunto quella crotonese, emarginata dal punto di vista infrastrutturale, economico e politico. E qui si palesa, perfettamente, il discorso di prima riguardante la considerazione che i dem nazionali hanno di quelli calabresi. In altre città, i rappresentati locali, si scontrano col Governo e arrivano a compressi. Questo perché, in altre zone, ci sono politici di peso e non sagome inutili che puntano solo al mantenimento di miseri status quo e alla sola conquista di poltrone. Ma non poteva essere altrimenti se, a rappresentare Crotone, ci sono persone del calibro di Pantisano, buono solo a farsi le foto con Mari Elena Boschi, Giuseppe Aquila, ambizioso di costruirsi una carriera e tutta una seria di irrilevanti provincialotti impegnati nella cosa pubblica ma senza avere alcun disegno politico in testa. E tutto questo, da non dimenticare, quando al Governo nazionale e regionale ci sono esponenti dello stesso partito. Ergo, nessuna scusa li esulerebbe dalla amara realtà.

Tuttavia c’è un altro scenario, decisamente meno rassicurante, che potrebbe essere collegato alla decisione del Governo di alzare le tasse aeroportuali e che ha spinto Ryanair a questa decisione (si tenga conto che in altri scali ha ridotto il numero dei voli). Tutto parte da un’indiscrezione del quotidiano romano “Il Tempo“, secondo la quale il Governo vorrebbe cedere le quote degli aeroporti di Napoli, Torino e Bergamo ad una holding argentina, la Corporacion American già titolare di quasi la maggioranza delle quote degli aeroporti di Pisa e Firenze. In buona sostanza, l’ipotesi sarebbe quella che il Governo stia alzando di proposito le tasse aeroportuali per indurre le compagnie, in questo caso Ryanair, ad abbandonare gli scali e di conseguenza lasciare campo aperto a questa società sudamericana: in pratica, con la scusa di un traffico ridotto, come avvenuto per l’acquisizione dell’aeroporto di Firenze, poi unito a quello di Pisa del quale possedeva già alcune quote, la holding del miliardario Eduardo Eeurnekian, in affari in Toscana con Marco Carrai (braccio destro di Matteo Renzi), potrebbe fare leva sul prezzo (ormai stracciato vista l’assenza o la riduzione drastica dei voli) e acquisire così quote importanti di scali minori.

Questa è soltanto un’ipotesi, una suggestione. Ciò che resta è l’assoluta incomprensione di questa decisione suicida (sarebbe meglio dire omicida, viste le conseguenze per la città), presa dal Governo. Crotone ha bisogno di infrastrutture e gli imprenditori, come detto, andrebbero incentivati anziché ostacolati. Purtroppo, questo, continua a non essere capito e ignorato: se si continua a isolarlo, nel meridione non potrà che persistere questa situazione di povertà economica, sociale e culturale. E’ logica non è probabilità.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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