Senza dignità: Vallone e Pantisano stendono il tappeto rosso alla Bianchi

Prima ancora che venisse ufficializzata la nomina di Dorina Bianchi a Sottosegretaria alla Cultura, si era già avanzata la possibilità che il Partito Democratico di Crotone potesse riservare un posto di rilievo alla regina del trasformismo politico e delle assenza in consiglio comunale (meno di dieci, infatti, le presenze in quasi cinque anni).

Dopo la nomina c’è stata l’ufficialità: Dorina Bianchi appoggerà i dem alle imminenti Comunali 2016, anche per non venire meno al disegno politico nazionale, che vede appunto il Nuovo Centro Destra (più indagati che elettori) alleato con quello fu – in qualche modo – il partito di Berlinguer.

Per dirla bene, a mezzo stampa, al momento, non vi è stata alcuna conferma ma leggendo tra le righe dei comunicati diffusi da Peppino Vallone e Crugliano Pantisano – coi quali porgono gli auguri di buon operato per il nuovo incarico assegnato a Dorina – non è tanto difficile capire come i dem locali stiano sostanzialmente dicendo ai crotonesi che il ruolo della Bianchi è importante per il territorio e che quindi, qualora ci fosse l’appoggio al partito, questo sarebbe solo per il bene della città.

Dopo cinque anni di insulti e delegittimazioni reciproche la credibilità dovrebbe essere qualcosa di utopico. Ma qui parliamo di uomini d’altra specie. Quindi tutto nella norma. Come sempre. 

La verità è che l’intero Pd ha sperato in questo appoggio di ‘responsabilità’ e ‘opportunità’. E poi il ritorno della dottoressa nelle fila del Pd nazionale alle prossime Politiche 2018 sembra certo. Dunque un’occasione d’oro per Pantisano, impegnatissimo a cercare volti nuovi e voti tra messaggi su facebook e foto a cena con la Boschi; foto che vogliono comunicare una sola cosa: vedete, Crotone non è sola e ha l’appoggio della Boschi (che ormai dai provincialotti viene considerata come un cimelio da esporre) e del Governo. Un po’ come fece alle elezioni regionali del 2014 – dove si trombò da solo a causa del suo eccessivo entusiasmo e della sua ambizione – quando, durante le cene elettorali, andava dicendo di essere un renziano doc e che una sua eventuale elezione all’interno del consiglio regionale avrebbe comportato attenzioni in più da parte del Governo nei riguardi di Crotone. Tutte balle, ovviamente: con molta probabilità Renzi nemmeno lo conosce politicamente parlando. E’ il classico correntista di circostanza che dice di stare con chi ha la maggioranza. Per non parlare poi del suo (non) peso politico.

Ad ogni modo, la realtà parla più chiaro di mille parole e ci dice che questo partito non ha nulla in mano se non gli storici feudi elettorali e il classico sistema di voto impegnato: dopodiché il nulla totale. Ogni programma, dopo 10 anni così fallimentari, anche se a farlo fosse il sindaco di New York, Bill de Blasio, sarebbe inadeguato e non credibile; non credibile come la gente che lo anima questo partito. Personalità del calibro di Pantisano, Contarino, Megna, Devona e tutta una squadra di ambiziosi poltronai che annovera perfino alcune (pseudo) giovani figure della provincia crotonese.

Comunque vada, per la Bianchi e per la politichetta provinciale dal potere scialbo, sarà un successo che non vedrà protagonista la città, condannata dal loro pressapochismo e dalla loro innata predisposizione al mantenimento degli status quo più neri e deleteri e destinata a non prende il volo. Il volo verso la normalità, la consapevolezza e la bellezza delle scelte. 

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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