Caro PD, fare non è sinonimo di bene: giù la maschera, zero alibi

Mio caro Partito Democratico di Crotone,
ti scrivo questa lettera per portarti a conoscenza di un concetto fondamentale che potrebbe anche ritornarti utile in futuro, nel caso, già da maggio, dovessi trovarti all’opposizione: fare non è sinonimo di bene. Sai, caro Partito Democratico, in questi lunghissimi e interminabili dieci anni, hai governato questa città, ereditando l’arduo compito dal compianto Pasquale Senatore, e non ne hai azzeccata una. In nessun ambito hai lasciato un segno tangibile, anzi. Molte partecipate sono fallite e tutte le tue promesse venute meno: siamo la provincia, tra le 5 calabresi, con il tasso più basso di differenziata. Solo il 10% stando ai dati di Arpacal di qualche giorno fa.

Hai fatto tanto in termini di opere, così come dice spesso tuo figlio Peppino, ma tra le tante non ce n’è una fatta bene e conservata nel tempo. Ti vanti di aver aperto 16 cantieri contemporaneamente ma non dici che molti di quei soldi, utilizzati per opere più che discutibili, provenivano dalle royalties e servivano come quota di partecipazione nel Consiglio d’Amministrazione dell’aeroporto Sant’Anna per tenere vivo lo scalo (oggi in vita ma in perenne rischio).

Un po’ come se un malato di cuore preferisse spendere i pochi soldi che ha in tasca comprando cioccolata anziché cardioaspirine.

In questo decennio, da quando ci sei tu, la città ha visto nascere al suo interno parchi lasciati a sé stessi; si è vista riqualificare aree alla rinfusa senza un vero progetto; ha visto volontà di abbellire periferie naufragate in tristi e ulteriori abbrutimenti. In poche parole, mio caro Partito Democratico, hai fatto tanto solo per poter dire di aver fatto ma, ahinoi, hai fatto tutto male: tante rotonde che non rispettano la bellezza della città e tante opere volte all’abbellimento e alla riqualificazione lasciate a metà o, come nel caso di quella dedicata a Pitagora, realizzate male e di fretta e per far lavorare qualche amico.

Qualcuno si chiede, ad esempio, se prima di maggio verrà attivato il servizio di bike – sharing sotto Viale Regina Margherita (ad oggi solo una squallida gabbietta) o se la piazzetta dedicata ai caduti in mare vedrà l’installazione dell’erbetta e la rimozione di quel che c’era prima.

Così, giusto per citarne alcune, mio caro Partito Democratico oggi alla ricerca disperata di un «sì» da parte di Enzo Sculco.

In questi dieci anni non un progetto culturale serio, non una volontà concreta di riqualificazione e promozione del territorio. Sei stato come un allenatore di calcio senza ambizioni, uno quelli che sanno già di retrocedere e non si impegnano affatto: ecco, mio caro Partito Democratico, hai preferito non giocare la partita e fare vedere un po’ di impegno che poi nel concreto non è mai esistito invece di prendere il fischietto e traghettare Crotone verso la salvezza.

Del resto so di chiederti tanto, caro Partito Democratico, perché imprese forti si possono chiedere solo ad uomini di un certo spessore e non ai primi che si improvvisano salvatori della Patria o amministratori perché nella vita non riescono a fare altro.

Un ultima cosa, quasi dimenticavo: dire di voler cambiare e poi cercare alleanze con Sculco è un po’ come voler salvarsi da un aereo in caduta libera e afferrare lo zaino con le provviste invece di quello col paracadute.

P.S. Spero tu abbia capito che quel “mio” non esprime alcun sentimento di vicinanza.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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