Comunali 2016: non si muove foglia che Sculco non voglia

Gli anni passano, la giustizia fa il suo corso ma il Denis Verdini di Strongoli non ha nessuna voglia di mollare il suo scettro e liberare la politica crotonese dal giogo dei suoi umori: è difatti – ancora – il parere di Enzo Sculco a determinare le alleanze della politica crotonese nonché il futuro della città stessa.

Alle Elezioni Amministrative 2016” non manca molto, anzi: il tempo stringe (mancano sei mesi) al punto che le forze politiche locali si stanno muovendo per fare quadrare una situazione assai instabile e collocarsi, politicamente e strategicamente, prima che sia troppo tardi.

Partiti, partitini e associazioni hanno tutti lo stesso problema: che cosa farà sua eminenza Enzo Sculco? Andrà a destra, a sinistra o da solo? Trovare risposta a questo interrogativo è difficile per tutti, forse anche per Sculco stesso che, negli anni, ne ha provate diverse. Nel 2006 scelse la compagnia di Via Panella contribuendo, e non poco, alla vittoria bulgara del centrosinistra e di Vallone (77%); nel 2011 invece, dopo i dissapori maturati nella precedente legislatura, decise di correre da solo. O meglio: viste le condanne definitive che si porta sul groppone, Enzo è costretto a stare dietro le quinte proprio come nel 2011 quando candidò a sindaco Giusy Regalino.

L’esperimento sculchiano della società civile in politica non funzionò: davanti alla Regalino arrivarono, in ordine, Senatore, la Bianchi e Vallone. Nonostante la sconfitta, la sua scissione dal PD portò questi prima al ballottaggio – a differenza del 2006 quando il centrodestra prese un misero 22% –   con la Bianchi e poi alla seconda elezione di Peppino Vallone.

Quello del 2011 fu comunque un anno importante per la famiglia Sculco: la figlia Flora entrò per la prima volta in consiglio comunale, con oltre 600 preferenze e nemmeno un comizio, riprendendo ufficialmente la storia politica del papà, interrotta dai processi prima e dalle condanne in definitiva poi.

Soprattutto per questo, dunque, il sostegno di Denis Sculco, è vitale per il Partito Democratico – maggiore forza politica sul territorio – che avverte il rischio della frammentazione del voto tra liste solitarie, movimenti e gruppi di protesta nati in questi anni.

Lo stesso PD che, nella campagna elettorale del 2011, aveva fatto della separazione con Sculco motivo di orgoglio e vanto, oggi si ritrova – come tanti crotonesi disperati in cerca di chissà quali promesse per il futuro – a bussare, coi piedi, alla porta della segreteria politica dei “DemoKratici”. Difatti, nel 2011, a detta di Vallone, la presenza vincolante di Sculco – ai tempi leader de La Margherita – nella precedente giunta impedì, a lui e al partito, di mantenere i patti con la cittadinanza. Il famoso «finalmente liberi di governare» che l’attuale sindaco marcò in campagna elettorale alla ricerca di una verginità. 

Non solo il PD cerca Sculco e di certo nemmeno Sculco vorrebbe solo il PD. Fosse per lui prenderebbe tutto mantenendo una posizione centrale che gli permetterebbe di avere tutti sotto scacco. Cosa che comunque gli riesce già. 

Difatti sta trattando con la destra così come con la sinistra: l’UDC (vicino al gruppo di Via Roma), che ha nominato come nuovo commissario cittadino l’ex forzista Vincenzo Camposano, ha poche idee ma chiare e la figura di Benedetto Proto, ex Presidente del Consiglio Provinciale, potrebbe fare da collante proprio con i democratici  che potrebbero accettare la candidatura a sindaco del notaio; dall’altra parte ci sono Forza Italia (ormai ridotta a brandelli) e Fratelli d’Italia di Gianfranco Turino – che non snobberebbero comunque un accordo con Sculco – intenti a dar vita ad una coalizione guidata da un nome forte da contrapporre al PD, solo o accompagnato, come quello di Antonella Stasi o dell’uscente Presidente della Provincia, trombato alle ultime regionali, Stano Zurlo.

Resta, comunque, la grossa incognita delle primarie in casa centrosinistra: tutti le amano ma nessuno le vuole. Per Arturo Crugliano Pantisano, che brama quella poltrona, «le primarie sono un dettaglio politico» perché «l’importante è trovare un valido e credibile candidato a sindaco». Un ragionamento che non fa una piega se si considera la matrice renziana del soggetto in questione che, come detto, nonostante la sconfitta alle regionali e i danni interni (e non) recati al partito, sogna ancora una candidatura che coronerebbe il suo percorso politico. Tutto ciò, però, potrebbe mettere a rischio il benestare di Enzo e Flora, quest’ultima impegnata a fare opposizione al centrosinistra in Consiglio Comunale e ad appoggiarlo, invece, in quello Regionale. Insomma, il ritratto della coerenza.

Come al solito, a non essere preoccupata da questa situazione è Dorina Bianchi che, se non dovesse trovare accoglienza a destra, vista anche l’assenza di ambizioni personali, potrebbe trovare un posto a tavola in Via Panella portando il contributo del suo NCD.

Fatte le dovute eccezioni e i dovuti distinguo, il quadro che si prospetta per la prossima primavera 2016 somiglia a quello nazionale: PD, NCD e UDC insieme, tenuti a galla da Verdini – Sculco; Cinque Stelle come discreta opposizione (ammesso che non si complichino ulteriormente la vita da qui a maggio) e il centrodestra destinato a rincorrere.

Anche se a dire il vero una piccola sbavatura rispetto alla tela madre c’è: se a livello nazionale Pippo Civati ha lasciato Renzi proprio per i suoi rapporti col toscano Verdini, a Crotone è stato lo stesso Pippo, col suo movimento “Possibile”, ad aver voluto trattare anche con Sculco, nel famoso confronto al Chicco di Grano, andando pubblicamente contro uno dei fondatori del movimento cittadino, Franco Mano, che aveva mostrato non poche perplessità a riguardo.

Del resto, proprio come canticchiava qualche settimana Verdini, riadattando un vecchio pezzo di Modugno, «la maggioranza sai, è come il vento» e di conseguenza non ha né pudore né colore.

Apprestiamoci quindi ad assistere ad uno spettacolo pietoso, colmo colpi di ricatti politici e transumanze. Il tutto, ovviamente, senza che il cuore della città venga preso in considerazione: a dettar legge saranno le alleanze prima e le denigrazioni poi.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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