Mario Oliverio non deve dimettersi: è il meglio che c’è (ahinoi)

Le dimissioni di Mario Oliverio e dunque il ritorno alle urne, come auspicato dalle opposizioni – le stesse che nel novembre scorso presero percentuali ridicole (vedi il 4% del M5S) – comporterebbero una destabilizzazione ulteriore per la Calabria e per l’elettorato calabrese,  già propenso all’astensionismo, che in questo momento non possiamo assolutamente permetterci. Le scelte fatte da Oliverio sono sì discutibili e l’inibizione per tre mesi da parte di Cantone ne è la prova; ciò detto, Oliverio, dal punto di vista amministrativo, è il meglio che c’è (con tutti i limiti del caso e della persona) e nessuno farebbe meglio di lui: dal centrodestra (pietoso) ai grillini (assenti). Non si tratta di voler difendere l’ex Presidente della Provincia di Cosenza, spesso attaccato, o il PD calabrese, di per sé assente; è una pura questione di logica e buon senso. Difatti, se ci fossero le elezioni domattina avremmo una fotocopia dell’attuale situazione. In più bisogna distinguere: il provvedimento di Cantone, nei confronti del Governatore, ha riguardato una nomina effettuata ai tempi della prima Giunta (quella scandalosa con De Gaetano, per intenderci) per la quale Oliverio ha pagato, oltre che con l’inibizione, con inimicizie all’interno del suo stesso partito (Guccione, scaricato dopo rimborsopoli, non perde occasione per screditarlo). Ora ci sono i tecnici, i professori: staremo a vedere.  Altro fatto: l’opposizione deve essere costruttiva e veritiera. Quella promossa da Gentile (sì, Tonino Gentile di Cosenza) e dal cdx in generale è ridicola; quella dei grillini è rispettabile – vista l’assenza dal Consiglio Regionale – ma comunque con grosse percentuali di propaganda. Criticare, puntare l’indice, fare opposizione va bene, ma tutto ciò con cognizione. In Italia, fosse per la propaganda becera che fanno le opposizioni (tutte indistintamente), l’elezioni dovrebbero tenersi ogni 3 mesi.

Nessuno vuole assolvere Oliverio dai suoi peccati (chiamare con sé gente come De Gaetano, Guccione e Ciconte è imperdonabile) né tanto meno minimizzare quanto sta avvenendo (vedi sanità) ed è avvenuto – le deficienze amministrative rimangono, come testimonia la pessima gestione di “Garanzia Giovani” -; tuttavia, dato l’immobilismo generale e lo scarso appeal delle opposizioni considerate più sane (Movimento 5 Stelle) e di quelle palesemente insane (NCD e Tonino Gentile insieme a Forza Italia), al momento Oliverio è il meglio che c’è. E la cosa è abbastanza triste.

Il Movimento Cinque Stelle, forte nei sondaggi a livello nazionale, non ha possibilità di ribaltare, almeno per il momento, la situazione stagnante della politica calabrese, purtroppo (per tutti) ancorata ad una certa idea di latifondi elettorali che non permettono a forze rinnovatrici indipendenti di affermarsi con numeri importanti. Nel caso specifico dei grillini si aggiunge anche l’anonimato dei candidati scelti: difatti, ovunque, anche in luoghi lontani dal clientelismo calabrese, pagano, con magrissime percentuali, la poca prestanza dei candidati che spesso non raggiungono nemmeno il minimo sindacale per entrare in consiglio.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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