Comunali 2016: proviamo a capirci qualcosa

Dal ballottaggio Vallone – Bianchi sono passati precisamente quattro anni e tre mesi. Ne mancano dunque nove, di mesi, alle prossime Elezioni Amministrative 2016. La tornata del 2011 fu folta e variegata. Un sacco di liste civiche e di nomi più o meno nuovi. Ci fu l’esordio del giovanissimo Andrea Arcuri; il ritorno per la terza corsa del compianto Pasquale Senatore; Enzo Sculco mascherato da Giusy Regalino; la banderuola senza spina dorsale Dorina Bianchi; la conferma dell’imbarazzante Vallone nelle fila del PD; e altri nomi più o meno nuovi come l’ingegnere Voce, l’avvocato Cavarretta, il professor Pesce e la storica Linda Monte.

Oggi, a distanza di oltre quattro anni, le cose sono completamente cambiate. Vallone non potrà ricandidarsi per il vincolo dei due mandati; la Destra, morta, pare non avere un mezzo candidato; Sculco ha fatto pace col PD; Arcuri pare abbia in mente un programma futuro per Crotone; e le altre liste civiche sono scomparse prima ancora di nascere. Le probabili novità però sono rilevanti. Dalle parti del centrodestra il posto della Bianchi potrebbe essere preso – nonostante le ripetute smentite – dall’ex vice presidente della Regione Calabria, nonché moglie di Massimo Marrelli, Antonella Stasi; buon serbatoio di voti e una discreta credibilità acquisita in questi ultimi anni. Basterebbe capire gli equilibri interni a Forza Italia Crotone (non pervenuta), ad NCD e a quel che rimane – ammesso che ci sia ancora qualcosa – dell’UDC. Inutile citare Fratelli d’Italia: partitino assente, affogato in percentuali tristissime alle ultime Regionali. Dunque, la Stasi, sarebbe l’unico vero competitor in grado di contrastare l’egemonia del centrosinistra, rafforzatasi parecchio col ritorno di Enzo Sculco. Si sa: nonostante il completo fallimento di tutti gli uomini di Via Panella, le radici del PD a Crotone sono profonde e il feudo di Sculco non è che una sicurezza ulteriore. Rimane da capire chi prenderà il posto dell’uscente Vallone. Fino a qualche tempo fa un nome certo pareva essere quello di Arturo Crugliano Pantisano poi però le sconfitte personali, completamente firmate da lui e dalla sua ambizione (vedi le ultime regionali), in seguito riversatesi sugli equilibri del partito, lo hanno fatto finire in panchina, probabilmente destinato a rimanerci per un bel po’. Intanto una certezza, sempre dalle parti di Via Panella, c’è: i Giovani Democratici faranno di tutto per imporsi con qualche nome. E’ da tempo che criticano le scelte del partito (a causa delle numerose esclusioni) e il suo modus operandi a livello amministrativo. Probabilmente sarà il turno dell’antigrillino Manlio Caiazza, attuale Segretario dei GD, e di qualche altro volto che porterà quella ventata di freschezza che servirà al partito per ricostruirsi una verginità presunta.

A proposito di grillini: quella del Movimento Cinque Stelle, a Crotone, è una situazione paradossale, ingarbugliata, triste e da capire solo attraverso l’ausilio di un analista di fama. Le correnti interne hanno superato di gran lunga le stelle sul simbolo e le divisioni sono all’ordine del giorno: meet – up e gruppi nascono come funghi. Nessuno pare rappresentare ufficialmente il Movimento a Crotone però sembra che tutti ne usino in qualche modo il nome ed il simbolo. Non sono uniti nemmeno in una città come la nostra, dove le divergenze possono essere al massimo di carattere elettorale, dunque più di attinenza partitica che programmatica: ma si sa, il M5S è un partito come tutti gli altri ma gli unici a non averlo capito sono loro. Presumibilmente l’1% che prenderanno servirà da lezione e farà capire loro – quasi certamente invano – che le continue divisioni creano solo smarrimento politico. Chi invece oggi pare essere più unito che mai è il partito neofascista Forza Nuova, sul territorio rappresentato da Davide Pirillo. Si sono già mossi dando vita alla lista che li appoggerà alle elezioni: ‘Prima i Crotonesi‘. Un nome emblematico che richiama a quello che sembra essere l’unico punto del loro storico – e mai vincente – programma: «Crotone libera dagli immigrati».

Tutto ciò ovviamente è frutto di considerazioni personali, che probabilmente saranno, in parte, smentite. Ma si sa: l’analisi politica è fatta anche di intuizioni e/o valutazioni che potrebbero o meno trovare terreno fertile. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, le cose inizieranno ad essere più chiare e avremo molto più materiale per criticare la Calabria e nella fattispecie Crotone.
(In basso sondaggio: “Chi voteresti?”)

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

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