Quello di Crotone: il PD che non c’è

Ernesto Magorno, dopo le dimissioni di Sergio Contarino, nomina Maurizio Tricoli segretario cittadino del PD crotonese. Che strano, non fosse arrivata la nomina di Tricoli a rinfrescare la memoria, probabilmente nessuno si sarebbe accorto, o ricordato, dell’esistenza del circolo cittadino del Partito Democratico. Infatti, nonostante da circa dieci anni, gli uomini di Via Panella abbiano in mano le redini della città, le loro attività restano sconosciute ai cittadini. Nessuno infatti è a conoscenza di ciò che il PD crotonese produce sul territorio. Talmente sono distanti dal concetto di “comunità”, come tutto il PD calabrese del resto, che non hanno mai curato il loro sito internet che ora, addirittura, risulta irraggiungibile (a parte un blog non più aggiornato dal 2013). Potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma l’attenzione e il tempo che si dedicano alla comunicazione, risultano essere il miglior biglietto da visita per un partito. Insieme alla qualità di essa, ovviamente. Difatti, un partito senza un sito internet attivo, nell’era dei social media, e senza una minima comunicazione social, è un partito inesistente, che palesa la propria incapacità; ancor di più in una città, in un territorio, come Crotone dove la partecipazione, l’interessamento all’attualità politica, sono ai minimi termini. Se qualcuno decidesse, nel 2015, di fare una ricerca sul PD pitagorico, sulle sue attività, i suoi dirigenti e tutte quelle info utili ad un elettore così come ad un giornalista, non troverebbe nulla se non un indirizzo mail, per di più improponibile per un partito (73margal@gmail.com).

Come detto prima, non è solo quello crotonese ad avere seri problemi di identità e comunicazione; quello del PD catanzarese risulta essere l’unico sito internet attivo e aggiornato. Cosenza, Reggio, Vibo e appunto Crotone non hanno la benché minima idea di cosa voglia dire comunicare. Questo è un chiaro segno di come (non) viene intesa la politica dalle nostre parti: qui, oltre all’arrosto, manca perfino il fumo. Nemmeno la facciata esiste: si procede spediti, armati d’egoismo, verso singoli interessi, senza far caso al contorno e all’immagine.

La dirigenza dem crotonese, ad esempio, è il ritratto perfetto della partitocrazia provinciale; quella che guarda solo agli interessi di pochi uomini, che non conosce la politica intesa come “polis”, che non partecipa e non conosce più in generale. In poche parole rappresenta quella partitocrazia di bassa lega, ridicola, non in grado di gestire interessi e comunità contemporaneamente. Una partitocrazia di serie c. Una squallida, insulsa, stupida, partitocrazia che non incide  con politiche e azioni riconoscibili, piuttosto si accontenta di ritrovarsi in tasca quattro miseri spicci. E’ un partito fantasma quello crotonese, un partito che, nel mare di melma del disinteresse e della passività ci sguazza felicemente, senza pudore e dignità perché tanto sa di poter contare lo stesso su un ritorno elettorale.

Ciò che davvero rende indigeribile questa classe dirigente, è la superficialità di gestione della cosa pubblica e quella con la quale si presentano all’elettorato dopo aver tradito un programma, quello del 2011 presentato da Peppino Vallone, pieno di buoni propositi, di cose “democratiche”, solidali, futuristiche. Un programma che avrebbe finalmente dovuto rompere quel muro che si è creato tra istituzione e cittadinanza, quel muro che ha aggravato il sentimento di antipolitica in questa città. La politica ha il compito di imporre il dialogo e un partito che si chiama democratico non può assolutamente fallirlo. Il dialogo è la base di tutto. E’ evidente che Peppino Vallone ha preferito sprecare dieci anni all’insegna della politica di palazzo, quella inconcludente, vigliacca e arrogante. Avesse impiegato solo la metà di questi rispettando il programma e adottando la politica propria della figura del sindaco, quella della piazza, del confronto, del dibattito e delle porte aperte, pur con gli stessi problemi, oggi, l’aria in città sarebbe diversa, decisamente più sana, intelligente e speranzosa.

In sostanza, quello che è mancato, e continua a mancare a questo partitucolo, composto perlopiù da personalità politicamente invertebrate, è la comunicazione. Quella producente, che tiene attiva la partecipazione, che sprona, che spinge ad alzare il dito. Un partito senza questa rimane un gruppo di amici al bar. Un bar di quelli squallidi, sulla strada, aperti fino a tardi, quasi sempre vuoti, che puzzano di assenza, con quattro tavolini ingialliti e le solite facce disperate intente a mandar giù l’ennesimo bicchiere e ad infilare l’ennesima moneta al video poker.

La speranza, tenuta in piedi solo dal fattore età, è che i giovani dirigenti di domani non si perdano nei meandri della partitocrazia. Quantomeno che non lo facciano alla prima occasione e che, per il bene di Crotone, tengano in considerazione la comunicazione e la partecipazione e percepiscano questi come elementi fondamentali per non lasciare la città vittima del disinteresse, dell’antipolitica, della stupidità. Anche perché, inaugurare targhe ad perpetuam rei memoriam non significa partecipare e far partecipare, oltretutto se lo si fa insieme a chi, questa città, col proprio egoismo politico, la propria incapacità fisiologica, la propria finta sinistra, ha contribuito a renderla così incredibilmente chiusa, stupida, passiva e politicamente distante. La partecipazione è il seguito della trasparenza e della credibilità. Senza queste non ci si muove.

di Antonio Belluomo Anello
Il Pitagorico

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...