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Bonifica, Pugliese non sa che pesci prendere

Dio solo sa quanto Crotone attenda di veder bonificata l’ex area industriale. E’ dal 1993 che si parla di “mettere in moto operazioni di bonifica”, e dopo un abbondante ventennio le cose sembrano finalmente concretizzarsi. Dapprima lo smantellamento della maggior parte degli stabili e degli edifici dell’area, i primi lavori preliminari, e, dopo una serie di problemi, finalmente il progetto.

Progetto che ha colto un po’ tutti di sorpresa. Syndial infatti ha proposto un’opera di bonifica insolita dalle nostre parti, anche se ampiamente utilizzata in tutto il resto del mondo: il tombamento dei rifiuti. Si prevede infatti la creazione di due colline artificiali (degli Ulivi e dei Tamerici), utilizzate per contenere i rifiuti e i materiali di scarto ricavati dalle operazioni di bonifica del terreno circostante. Nel complesso, almeno 11 anni di lavori. Leggi tutto “Bonifica, Pugliese non sa che pesci prendere”

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Prossima Crotone, la solita arroganza

C’è una grande contraddizione nel nome della lista che ha “vinto” le ultime elezioni amministrative: più che rappresentare la Prossima Crotone, sembrano essere degni esponenti della Precedente Crotone. Quella arrogante e arroccata, che alza la voce per intimorire e attaccare. Atteggiamento classico di chi si sente padrone delle istituzioni che rappresenta. Leggi tutto “Prossima Crotone, la solita arroganza”

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Marrelli Hospital, come stanno davvero le cose?

Da quando è stato inaugurato, in pompa magna e con ancora Antonella Stasi vicepresidente della Regione Calabria, la chiarezza intorno al Marrelli Hospital è stata davvero poca. Tra la stampa locale poco incline a fare il punto della situazione (quella televisiva soprattutto) e la propaganda marrelliana, a regnare è stata la confusione più totale. Dai problemi iniziali a ricevere l’autorizzazione all’esercizio sino alla protesta di oggi sulla statale 106 (culminata con un inutile incontro col Prefetto di Crotone). Leggi tutto “Marrelli Hospital, come stanno davvero le cose?”

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Crotone, trasparenza zero

Quello che vedete è un organigramma delle società partecipate dal Comune di Crotone. E’ un file vecchio e non aggiornato, ma attualmente è l’ultimo disponibile online. Risale al 2014, e da allora di cose ne sono cambiate parecchie. Ma non il file, che è rimasto lo stesso nonostante diverse partecipate siano sparite.

Succede lo stesso anche sul sito del Comune, dove l’elenco degli amministratori incaricati non viene aggiornato da almeno un anno, quando invece doveva essere aggiornato il 30 giugno scorso. La prossima scadenza sarà il 30 dicembre, e ci auguriamo che almeno entro gennaio il file sia disponibile. Leggi tutto “Crotone, trasparenza zero”

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Il Comune acquista partecipate inutili

E’ stato convocato il consiglio comunale di questo mese. Si terrà il 20 dicembre. Anche questa volta un’amara constatazione: dei 33 punti all’ordine del giorno, ben 28 riguardano l’approvazione di debiti fuori bilancio. Se col precedente consiglio si era già oltrepassato il milione di debiti, non diventa così remota l’opzione di superare anche i due milioni.

Qualcosa di positivo, però, c’è. Dopo ben 6 anni, finalmente, troviamo una ricognizione sul Piano Strutturale Comunale e il Piano Comunale di Protezione Civile di cui non ci eravamo ancora dotati (siamo ultimi anche in questo: solo 14 paesi della provincia di Crotone si sono dotati del piano per le emergenze). Debiti a parte, ci sono almeno altri due motivi per storcere il naso.

Il primo riguarda l’aumento del capitale sociale per Marina di Crotone S.p.A., una società partecipata, anche questa nata ben 6 anni fa, che non è mai formalmente entrata in attività, e nonostante ciò produce debiti già dal 2011 e non ha mai concluso un anno con il segno positivo. Attualmente il Comune di Crotone detiene il 47,5% di questa società. Leggi tutto “Il Comune acquista partecipate inutili”

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I dolori della ‘cciovane’ Enza

La Bruno Bossio insulta su Facebook due facinorosi 80enni col bastone colpevoli di averla criticata per la sua propaganda sulla sanità, a pochi giorni dal Referendum, durante un incontro tenutosi a Praia a Mare. «Isolateli», ha scritto su un post.img_1769Che la non accettazione della critica sia diventato un must per il Pd renziano lo si era già capito da tempo. Matteo Renzi, del resto, aveva già battezzato tale orribile moda al tempo dello “Sblocca Italia”, quando dichiarava la frase “non ci faremo intimidire da quei 3 – 4 comitatini”, riferendosi a quella parte di società italiana (non proprio piccola) sempre battagliera e pronta a fronteggiare gli stupratori ambientali del bel Paese.

Ecco, la linea difensiva del Partito Democratico da quel giorno è stata questa: demolire e demonizzare chi non è allineato. Leggi tutto “I dolori della ‘cciovane’ Enza”

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Referendum: il «NO» in pillole #7

Come abbiamo visto nelle scorse pillole, il Governo italiano possiede numerosi strumenti di incisività istituzionale come la “questione di fiducia”, i decreti legge e legislativi che, sostanzialmente, rendono tanto la Camera quanto il Senato un luogo di mera approvazione delle proposte governative. Non a caso il 70% delle leggi è di iniziativa governativa. Leggi tutto “Referendum: il «NO» in pillole #7”

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Referendum: il «NO» in pillole #6

Fra i sostenitori del Sì, c’è chi afferma che l’Italia abbia bisogno di un governo più forte, un governo che decida di più e che non debba subire freni e ostacoli dal Parlamento; un Parlamento che fa ostruzionismo sulla produzione di nuove leggi, senza le quali il Paese non cambia. Il Parlamento è dunque percepita come un’istituzione inefficiente che rallenta il cambiamento. Leggi tutto “Referendum: il «NO» in pillole #6”

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Referendum: il «NO» in pillole #5

A oggi, il «NO» in pillole, ha trattato aspetti di natura tecnica come il ruolo del Senato, l’asimmetria legislativa – territoriale che caratterizza i nuovi senatori, la duplicazione istituzionale tra il Senato delle regioni e il Comitato delle Regioni presso Bruxelles.  Oggi invece guarderemo la riforma sotto un’altra prospettiva. Non più tecnica ma prettamente sociale. Leggi tutto “Referendum: il «NO» in pillole #5”

Guccione, Sculco,Crotone, Referendum

Flora chiama Carbone per volare in Senato

Flora chiama Ernesto Carbone per tentare l’imbarco sul diretto Crotone – Roma. È lo stesso Carbone che auspica la chiusura dello scalo crotonese così da «potenziare Lamezia». Un paradosso tutto sculchiano. Uno dei tanti paradossi che hanno animato la kermesse dell’altro ieri organizzata dalla principessa Flora e da Re Enzo al Lido degli Scogli. Avrebbe dovuto prendere parte anche il Ministro Galletti ma alla fine ha dato forfait. Evidentemente qualcuno gli avrà suggerito che venire a Crotone per parlare di referendum anziché di bonifica non sarebbe stata una buona idea. Va detto anche che uno come Galletti non sposta nulla; avrebbe funto da semplice soprammobile istituzionale: una buona occasione per vantare la presenza di un esponente del Governo nazionale. Peccato però aver sbagliato Ministro. Evidentemente era l’unico disposto a venire a sculcolandia. Hanno comunque portato Carbone, uomo di Renzi e membro della direzione nazionale dello stesso partito a cui Flora attribuisce, tra le altre cose, la chiusura dell’aeroporto. 

Paraculo, non si è comunque tirato indietro e ha tentato di levigare le sue affermazioni di un anno e mezzo fa rilasciate ad Amantea e che tanto hanno fatto discutere: «Non ho mai detto che andrebbe chiuso l’aeroporto di Crotone ma che, in un mondo perfetto, ci vorrebbe un treno super veloce da Lamezia a Crotone». Per dire: in un mondo perfetto Carbone non sarebbe parlamentare; Enzo farebbe volontariato; Renzi la gavetta. Poi, continuando nel suo delirio, ha paragonaro la Calabria alla sua terra adottiva, l’Emilia. È evidente che Carbone, troppo impegnato in TV e a cambiare corrente di partito, non ha ben chiara la situazione infrastrutturale calabrese e nella fattispecie crotonese. Lui sogna un mondo perfetto ma non ha capito che a Crotone non c’è nemmeno la stazione. Poverino, ha provato ad aggiustare le cose ma è riuscito incredibilmente a peggiorarle. Del resto è noto ai più per il suo «#Ciaone» twittato agli elettori dell’ultimo referendum di aprile quando, da lì a poco, ce ne sarebbe stato un altro (che per l’appunto promuove). In altre parole, una volpe incompresa. Leggi tutto “Flora chiama Carbone per volare in Senato”