Aeroporto, ecco perché quest’estate (probabilmente) non si volerà

Torniamo a fare il punto sull’aeroporto di Crotone. Ci eravamo lasciati, appena sei mesi fa, con un dettagliato resoconto di cosa era accaduto al nostro scalo dal fallimento di aprile 2015 alla mancata proroga di ottobre 2016. Sebbene ci sia ancora chi sostiene che il Comune di Crotone si mosse per tempo, è oramai chiaro ai più che le cose andarono diversamente da come le raccontano il sindaco (quello con la fascia) e suoi soldatini (pensate: lo disse addirittura O’Connor, amministratore delegato di Ryanair). Lo scalo reggino infatti, a differenza del nostro, è tutt’oggi aperto nonostante il fallimento della società di gestione Sogas S.p.A. e nonostante la crisi ancora insoluta di Alitalia. Proprio perché agirono diversamente rispetto ai signori di via Roma. Continua a leggere “Aeroporto, ecco perché quest’estate (probabilmente) non si volerà”

Flora ‘mancia e scorda’

Da Falcomatà a Nicodemo Oliverio, passando per la regina dell’incoerenza Flora Sculco: tutti scandalizzati e indignati per le parole di Vito Riggio, presidente dell’Enac, che in una conferenza stampa in Senato ha semplicemente detto che esistono scali aeroportuali inutili. Una sacrosanta verità che, ovviamente, è stata travisata dai soliti noti chiacchieroni di casa nostra. Vito Riggio, infatti, non ha mai sostenuto che l’aeroporto di Crotone andrebbe chiuso e, cosa più grave, non ha mai nominato il Tito Minniti di Reggio Calabria. Parole che, invece, la piccola rampolla di via Roma gli ha meschinamente attribuito al solo fine di uscire sui giornali con una nota stampa dal titolo ad effetto ma lontanissima dalla verità. Non certo una novità per gli Sculco, interpreti orgogliosi della peggiore politica che per nulla scandalizza i giornali o quei poveri ragazzi che, teneramente, difendono le azioni di un uomo interdetto dai pubblici uffici e condannato in definitiva per danno erariale e a 4 anni di reclusione per concussione ai danni di un funzionario provinciale. Ma tant’è. Continua a leggere “Flora ‘mancia e scorda’”

La favola di Davide contro Golia

È stato un inverno difficile quello del 2017. Cupo, demotivante. Un inverno di rassegnazione. Me le ricordo bene quelle domeniche: in campo senza stimoli, senza ambizioni e, soprattutto, senza rimediare. Era appena trascorso il 31 gennaio, portandosi via con sé le nostre speranze: nessun acquisto, tanti rifiuti da pseudo goleador e la cessione del calciatore più importante, Raffaele Palladino. Una pioggia di critiche per la società e il mister, al quale erano destinati i famosi cori «Noi Nicola non lo vogliamo». Continua a leggere “La favola di Davide contro Golia”

Dirette TV, 14.000 € in propaganda elettorale a carico dei crotonesi

L’hanno venduto come un servizio per informare «tutti i cittadini sull’avvio delle attività di bonifica dell’ex area industriale», ma si è poi dimostrato nient’altro che un teatrino imbarazzante a carico delle casse comunali (già di per sé vuote). Il consiglio comunale del 15 maggio 2017, andato in onda su 6 emittenti, tra radio e tv, in diretta e in contemporanea (manco fosse la cronaca dell’allunaggio del ’69), ha generato una certa aspettativa anche per via del tema trattato: la tanto agognata e propagandata bonifica che dopo il rifiuto del precedente progetto, noto come “colline dei veleni”, e alla luce delle «nuove sinergie» sbandierate dalla maggioranza sculchiana, aveva creato una certa attesa da dovizia di particolari.  Continua a leggere “Dirette TV, 14.000 € in propaganda elettorale a carico dei crotonesi”

La differenziata farsa di Pugliese detto Sculco

Niente. Non ce la fa proprio Pugliese a non creare false speranze tra la cittadinanza con le sue uscite a vuoto (non certo a gratis, visto che l’imbarazzante comizietto sulla bonifica è costato una cosa come cinquemila euro) che puntualmente giornali e telegiornali riprendono senza porre una domanda o instillare un dubbio. Lo sceriffo col distintivo di plastica ci è ricascato. Non ha saputo tenere a bada la sua smania di protagonismo, che lo porta alla ricerca sfrenata del titolo ad effetto, ed ha annunciato l’inizio della famigerata raccolta differenziata. Quella che – come per la bonifica propagandata – nessuno aveva mai osato fare prima. E infatti nemmeno lui c’è riuscito. La differenziata – stando ai suoi continui proclami da progettista in piena crisi – sarebbe dovuta partire lunedì scorso. Ovvero tre giorni fa. Ma niente da fare: i cassonetti straboccano come sempre e i cittadini buttano tutto nell’indifferenziata. E c’è da capirli visto che sono gli unici (o quasi) cassonetti esistenti. Ed è proprio questo che Pugliese e l’artigiano Gaetani (riconfermato da Enzo Sculco senza meriti evidenti alla presidenza di Akrea) dovrebbero spiegare ai crotonesi: come è possibile fare la differenziata se non si parte col “porta a porta”, ovvero con l’unico modo serio per poter parlare di differenziata senza suscitare ilarità in chi ascolta?  Continua a leggere “La differenziata farsa di Pugliese detto Sculco”

Jonny, «indagato Gianluca Bruno»: anzi no, ma forse sì

Alle prime luci dell’alba di ieri, su ordine della Dda di Catanzaro, è scattata l’operazione “Jonny”. In manette sono finiti uomini di spicco della cosca Arena, il potentissimo governatore Leonardo Sacco e il suo mentore spirituale (e non solo spirituale), il prete Edoardo Scordio. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa alla detenzione abusiva di armi, passando per intestazione fittizia di beni a un’altra sfilza di reati gravi che avrete sicuramente letto altrove. E’ stata la notizia d’apertura del principale telegiornale italiano e ha occupato le prime pagine di alcuni dei più diffusi quotidiani nazionali. Si tratta di un’operazione importantissima che molti – tra cui noi – aspettavano e auspicavano da tempo. Ma ci sarebbe di più: tra gli indagati risulterebbe anche Gianluca Bruno, sindaco di Isola Capo Rizzuto (lo stesso che Enzo Sculco voleva «cacciare a calci in culo»). Il condizionale è d’obbligo nel momento che la notizia, che vedrebbe Bruno iscritto nel registro degli indagati, è stata pubblicata da alcuni quotidiani online, come per esempio crotonenews.com, e indirettamente smentita da lacnews24.it che nel riportare un’intercettazione tra lo stesso Bruno e uno degli indagati, dalla quale emerge la figura forte del prete – imprenditore («se se ne va lui, ci ripuliscono tutti» dice il sindaco), ha sottolineato, in ogni passaggio, che il primo cittadino  risulta «non indagato». Continua a leggere “Jonny, «indagato Gianluca Bruno»: anzi no, ma forse sì”

Nel silenzio generale Pucci subentrerà a Esposito

Il candidato consigliere Giuseppe Pucci, nel prossimo consiglio comunale, subentrerà ad Alfonso Esposito, eletto con Crotone in Rete. E’ quanto si apprende dalle colonne del Quotidiano del Sud, unico giornale a riportare la notizia. L’articolo, firmato dal crotonese Giacinto Carvelli, parla di venti voti in meno attribuiti a Pucci nella “sezione 62”, ovverosia nella Scuola Elementare di Via Oceania a Papanice. Ebbene sì, una notizia così rilevante non è stata riportata da nessun altro giornale. In altre parole, i giornalisti di Crotone hanno ritenuto non opportuno riferire ai cittadini che nelle ultime comunali, vinte dal candidato sindaco di Sculco, sono stati riscontrati dei gravi errori di conteggio e che questa, al netto di quanto trapela, potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Insomma, fantascienza.

Pucci, candidato nella lista Crotone in Rete, insospettito dall’esito della votazione ha presentato un ricorso al TAR della Calabria (906/2016) affinché venissero ricontate le schede. La sua richiesta è stata accolta il 14 dicembre 2016, il riconteggio è avvenuto il 10 e il 12 gennaio. In entrambi i casi è stato appurato che le preferenze espresse sulle schede non corrispondevano a quelle riportate. La lista Crotone in Rete, nello scorso giugno, ha eletto sei consiglieri: Serafino Mauro, Marullo Roberto, Pagliaroli Pisano, Cavallo Raffaella, Gaetano Salvatore e appunto Esposito Alfonso che dovrà cedere il seggio a Pucci, così come stabilito dal TAR. Continua a leggere “Nel silenzio generale Pucci subentrerà a Esposito”

Verri, botte piena e moglie ubriaca

E’ stato recentemente premiato come “Un OK in Rossoblù” dal giornale “Crotone OK” – pare il più diffuso tra i banchi del pesce -, insieme a uno dei suoi principali clienti, il presidente dell’F.C Crotone Raffaele Vrenna, quest’ultimo vincitore della prestigiosissima categoria “Personaggio OK 2016” (probabilmente per essere scampato al sequestro di tutti i beni, tra cui lo stesso Crotone, da parte della Procura di Catanzaro). A consegnare il premio a Francesco Verri, nientepopodimeno che Dorina Bianchi, sottosegretario e donna dalle grandi doti tecniche e dialettiche: da quando è stata riconfermata anche nel Governo Gentiloni, riesce a dire solo «turismo», «cultura», «cultura», «turismo». Mai nulla di concreto e dettagliato. Ciancia e basta. E lo fa a un ritmo spaventoso, da record: ogni due parole ci mette dentro il turismo e la cultura. Tutto dire di un personaggio politico arcinoto per la sua superficialità. Del resto sulla situazione di Scifo non ha detto una parola. Ma questo territorio è il massimo che riesce ad offrire (e che forse si merita): d’altra parte a guidare il comune c’è Pugliese, a teleguidarlo c’è Enzo e a rappresentare le istanze crotonesi a Catanzaro c’è Flora, battagliera a Crotone, tacita connivente in Regione. Se parla Guccione, lei si astiene. E’ fatta così, i piedi agli amici non li pesta. Continua a leggere “Verri, botte piena e moglie ubriaca”

Aeroporto, tutta la verità

Crotone vuole volare. E’ questo lo slogan che rimbalza tra social e giornali ininterrottamente da almeno 3 mesi, e che si ripresenta puntualmente ad ogni protesta a favore dell’aeroporto cittadino, chiuso dallo scorso novembre. A voler volare è anche Reggio Calabria, dove sempre da 3 mesi circa la popolazione si sta mobilitando contro la possibile chiusura dello scalo.

E’ una situazione critica quella degli scali aeroportuali calabresi: escluso quello internazionale di Lamezia Terme, Crotone e Reggio vivono una perenne crisi. E non si parli dei «numeri da record»: a contare davvero è l’attività economica. Le proteste, intanto, stanno andando via via moltiplicandosi, tanto da essersi quasi unite: si manifesta contro la chiusura dei due aeroporti.

Ad ogni modo, il destino di entrambi gli scali è legato unicamente al bando di gara dell’ENAC che deve identificare un nuovo gestore. Il nome del vincitore si sarebbe dovuto sapere già a dicembre scorso, ma a seguito di un ricorso (che ha riammesso in gara la Sagas) i tempi si sono allungati. La speranza è che il nuovo gestore venga definito entro la fine di gennaio. Solo dopo l’identificazione di un nuovo gestore gli scali potranno essere pienamente operativi. Continua a leggere “Aeroporto, tutta la verità”

La contro «lobby» marrelliana

Si potrebbe anche ridere se non ci fosse un impellente e necessario bisogno di fare il punto della situazione nonché una riflessione riguardo agli attori sociali di questo territorio, storicamente schiavo dei potenti e dei latifondisti politici. Un territorio, quello crotonese, incapace di agire attraverso la ragione, intesa come processo di elaborazione, ma al contrario sempre pronto a buttarsi nella mischia, con gli occhi chiusi e senza la pretesa di capire i fatti per come realmente sono o, più banalmente, senza domandarsi come potrebbero essere rispetto a come vengono raccontati dalla stampa e dai diretti interessati. Questa città, sul piano sociale, vive un dramma per molti aspetti legato al complesso del provincialismo non accettato, che si manifesta nei sussulti indefiniti dei suoi abitanti, ovvero nell’avvertire la necessità di fare cose su input esterni che sfociano poi nel nulla più assoluto o in battaglie delle quali non si conosce niente: radici, ragioni, opposizioni né obiettivi. Una città, Crotone, che vive di facili entusiasmi e non si prende mai la responsabilità delle proprie azioni. E’ pronta a partire con chiunque, di accontentarsi delle briciole e di dimenticare tutto, presente e passato, per sopperire al bisogno fisiologico di sentirsi considerata. E dunque apprezza tutto e non disprezza niente o magari fa il contrario in base a cosa offre il piatto del giorno. E’ priva di un’identità che possa farle volgere lo sguardo al passato ed evitare di commettere gli stessi errori; di un orgoglio che possa frenarla prima che sia troppo tardi, così come è priva di una dignità che le impedisca di sottomettersi ai più forti e al riecheggiare della massa, al rimbombo della retorica. Cosa più importante, però, è l’assenza di un giornalismo attento e giusto, dirompente, libero, che si opponga allo storytelling consolidatosi a colpi di manganellate mediatiche, alla verità costruita da chi cerca la gloria o la ragione e indichi al cittadino – lettore un punto di vista diverso, autonomo, schiavo solo della ricerca della verità anche se amara, non gradevole, controproducente per il territorio. E’ questa l’assenza che pesa di più, o meglio è la presenza del contrario a rappresentare il vero grande macigno: il giornalismo prono, scadente, figlio del padrone, asservito, provinciale, autoreferenziale, da sagra della salsiccia, incapace di raccontare entrambe le facce della medaglia, di schierarsi e farlo con convinzione e onestà intellettuale. E’ un giornalismo che non esiste in realtà: è soltanto la proiezione del banale e del potente. Insomma, si propongono come giornali e tv ma nei fatti si confermano uffici stampa al soldo dei portatori di interessi politici ed economici. Nulla di più riprovevole. Ma tant’è. Continua a leggere “La contro «lobby» marrelliana”